Chiarezza, trasparenza e correttezza: queste le armi da usare per combattere la concorrenza sleale e le troppe ambiguità generate dalle produzioni in bilaminato e galvanica che, pur non avendo niente a che fare con l'argenteria, sono spesso commercializzate come tali.Chiarezza, trasparenza e correttezza: queste le armi da usare per combattere la concorrenza sleale e le troppe ambiguità generate dalle produzioni in bilaminato e galvanica che, pur non avendo niente a che fare con l'argenteria, sono spesso commercializzate come tali. A richiederlo la Confartigianato di Firenze che, in collaborazione con Camera di Commercio e Associazioni dei consumatori, si è fatta portavoce del malcontento e della preoccupazione degli argentieri fiorentini. "Non è nostra intenzione fare crociate e non abbiamo niente da obiettare a chi produce oggetti in bilaminato, trilaminato e galvanica. Chiediamo che il nostro lavoro venga valorizzato e tutelato e che siano rispettati i diritti dei consumatori, in modo che chi compra una cornice in bilaminato o un oggetto in galvanica sappia che non sta acquistando un prodotto d'argenteria o di oreficeria, ma solo un articolo d'arredo pari a quelli in plastica" dichiara Lorenzo Foglia, Presidente degli Argentieri di Confartigianato Imprese Firenze. Un'informazione chiara e trasparente da parte degli organi preposti alla tutela del mercato; un'operazione di sorveglianza continua sul territorio con l'applicazione, all'occorrenza, delle sanzioni previste per legge contro i trasgressori; la promozione dell'iniziativa da parte della Camera di Commercio presso il Sistema Camerale Italiano e la diffusione (nonché adozione) nell'intera filiera dell'argento del "Disciplinare di Autoregolamentazione Volontaria della Produzione e del Commercio dei Metalli Preziosi": queste le proposte avanzate da Confartigianato e Cna per risolvere il problema. Di estrema urgenza anche la modifica del DPR n.150/2002 che regola l'attuazione del DL n. 251/99 per la Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi. Il Decreto, infatti, consente che sui prodotti in deposizione galvanica e bilaminato venga apposto un marchio di lettura complessa, ma soprattutto fuorviante, dato che, storicamente, ad esser marchiati e punzonati sono solo i metalli preziosi (platino, palladio, oro e argento). Così come per lo Sheffield o il Silverplate, da sempre punzonati con il loro nome, così dovrebbe essere anche per i prodotti realizzati in bilaminato e galvanica che, riportando al massimo il logo dell'azienda produttrice, non indurrebbero in errore gli acquirenti.
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